L’associazione Fabbrica Cultura, recentemente costituita a Sulmona da un gruppo di imprenditori, professionisti e operatori culturali, ha tra i suoi fini statutari la promozione delle identità (culturali, storiche, artistiche, artigianali ed enogastronomiche) della Provincia dell’Aquila e della Regione Abruzzo, la valorizzazione del patrimonio archeologico, letterario, architettonico, ambientale, anche al fine dell’incremento del turismo e dello sviluppo economico e sociale, la promozione dell’eccellenza abruzzese nei campi della cultura, dell’arte, dell’artigianato e dell’imprenditoria, la creazione di occasioni di incontro tra imprese, associazioni, professionisti, enti ed istituzioni.

Fabbrica Cultura opera per promuovere l’immagine della Valle Peligna e in particolare della città di Sulmona, anche attraverso la valorizzazione dei confetti, quali ambasciatori della qualità sulmonese, viva espressione di una realtà artigianale unica e di alto livello, e del poeta latino Ovidio, uno dei più grandi poeti dell’antichità, che a Sulmona nacque e le cui opere rappresentano una delle fonti più importanti per l’arte e la letteratura di tutti i tempi.

Nel biennio 2011-2012 Fabbrica Cultura intende dare inizio a un articolato e ambizioso progetto culturale che sia in grado di determinare movimenti di persone e di capitali intorno a un’idea di sviluppo territoriale sostenibile, saldamente ancorato alla tradizione e ai saperi locali, seppur proiettato verso l’innovazione e l’apertura al mercato globale.

Tra le finalità principali del programma indicato vi è quella di stimolare nel corso del tempo la filiera turistica e la creazione di una filiera legata al settore matrimoniale. Come noto, l’investimento in settori come la storia, l’arte, la cultura, la tradizione, quindi nella valorizzazione del patrimonio locale diventa, nel periodo storico che viviamo, momento fondamentale e strategico per la ripresa di un territorio. Ormai tutte le più moderne politiche di sviluppo concordano nell’affermare che un’area geografica deve saper definire la propria strategia competitiva valorizzando il patrimonio già esistente, evidenziandone i punti di forza e intervenendo sui punti di debolezza, concentrandosi sulle competenze che sono già radicate nel luogo. Per questo risultano necessarie iniziative tramite le quali i cittadini possano riappropriarsi di un’identità e di un senso di appartenenza che vanno perdendosi gradualmente.